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02/11/2017

POST EAT_ CIOCCOLATO DI MODICA: STORIA E CURIOSITA'


Impossibile non amare il cioccolato – e tra i gusti e forme, ognuno ha le sue preferenze in merito – ma l’amore non basta perché certe specialità vanno anche tutelate e protette. Soprattutto se si tratta di tradizioni antiche e capaci di raccontare, ancora oggi, quell’universo del made in Italy che può ancora renderci unici nel mondo.
Proprio in questo periodo è al vaglio delle autorità europee la candidatura del Cioccolato di Modica al riconoscimento di Indicazione Geografica Protetta (IGP).
"Abbiamo avuto già il riconoscimento italiano, potremmo fregiarci della transitorietà del marchio, ma abbiamo deciso di non farlo". Dice Antonino Scivoletto, Direttore del Consorzio Cioccolato di Modica.
Un cioccolato davvero sui generis, che condivide il metodo quasi arcaico di produzione solo con alcune aziende spagnole e con il Centro America dove è nato.
Si parte dalle sole fave di cacao (oggi dalla loro pasta amara lavorata a bagnomaria) che secondo il metodo antico vanno sottoposte a tostatura e poi passate su uno spianatoio di pietra lavica, alimentato a fuoco vivo per mantenere la temperatura sotto 40-42°.
Sul piano caldo le fave decorticate rilasciano la parte grassa, dando vita al cosiddetto liquore di cacao.
E qui viene il bello. Il maestro cioccolatiere comincia il suo antico rito aggiungendo lo zucchero in percentuale al massimo del 50%, con un processo lungo e che richiede molta pazienza.
La fusione non deve mai essere completa, ed è questo che conferisce al cioccolato la sua peculiarità. Quando lo zucchero è sciolto, si aggiungono aromi, naturali (vaniglia o cannella, più raramente il peperoncino, diffuso soprattutto in Centro America). Infine il cioccolato è fatto lentamente solidificare, arrotolato e diviso in panetti.
I panetti vengono inseriti nelle formelle – un tempo di latta, oggi fatte di policarbonati – che sono posizionate tutte su una grande spianatoia di legno per la storica famosa battitura: un movimento ritmico eseguito dal cioccolatiere per far fuoriuscire eventuali bolle d'aria.

Per chi volesse approfondire, oltre all’assaggio, la meta ideale è il Museo del Cioccolato di Modica dove sono conservati ancora gli antichi strumenti di produzione.
Ma a proposito di storia, ricordiamo che questo cioccolato è nato nel 1747, come testimoniano i documenti dal grande archivio della famiglia Grimaldi (a quanto pare grande amante del cioccolato).
Dalle stesse fonti si evince come "Nel 1753 erano prodotti cioccolati all'ambra grigia e al muschio bianco".
Ma specifichiamo. Nel primo caso si trattava del cosiddetto “vomito di balena cristallizzato” (…): un prodotto animale depositato periodicamente sulle spiagge e oggi utilizzato solo in profumeria. Il Muschio Bianco era invece "la ghiandola del cervo muschiato", esemplare quasi estinto. Le ghiandole servivano a delimitare il territorio o attirare la femmina nella stagione dell'amore. Secondo alcuni studi, potrebbero essere state utilizzate come afrodisiaci. Una variante del famoso peperoncino, insomma.

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08/02/2018

POST EAT_ Arrivano i Distretti del Cibo!


Nascono i Distretti del Cibo, nuovo strumento previsto dalla Legge di Bilancio 2018, per garantire nuove risorse e opportunità ai percorsi integrati di crescita e rilancio delle filiere e dei territori.
Lo stesso Ministero delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali ha stabilito come definirli e quali elementi distintivi devono avere.
I Distretti del Cibo sono: distretti rurali e agroalimentari di qualità già riconosciuti o da riconoscere; distretti localizzati negli spazi urbani o vicini agli stessi contraddistinti da una significativa presenza di imprenditoria agricola che si pone l’obiettivo della riqualificazione ambientale e sociale delle zone individuate; distretti caratterizzati dall’integrazione fra attività rurali e attività di prossimità; distretti biologici. 
In ottica di uno sviluppo territoriale e non limitato alle sole filiere, i nuovi Distretti devono operare attraverso programmi di progettazione integrata, avvalendosi di Piani capaci di trasformare la filiera in una vera e propria rete, con collaborazioni e legami concreti tra le varie componenti del settore. 
Saranno le Regioni e le Province autonome a riconoscere i Distretti, comunicandoli al Ministero delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali presso cui è stato istituito il Registro nazionale.
A sostegno del progetto sono stati erogati 5 milioni di euro nel 2018 e 10 milioni di euro a partire dal 2019. 
Ecco le parole del viceministro delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali, Andrea Olivero 
Per consentire lo sviluppo dei nostri territori c’è ancora bisogno di compiere un salto di qualità. Con questo obiettivo abbiamo rilanciato e rafforzato l’esperienza dei Distretti, in quanto per tutelare le imprese agricole vanno costruiti rapporti più stretti nelle filiere e nei servizi capaci di guardare a tutto il territorio nel suo complesso. Mettendo insieme aziende, cittadini, associazioni e istituzioni per raggiungere obiettivi comuni.


Quella dei Distretti potrebbe diventare una nuova strada verso lo sviluppo locale e la tutela del paesaggio attraverso un approccio nuovo che interessa temi importanti quali il rapporto tra città e agricoltura, la collaborazione tra realtà agricole e di prossimità, i mercati contadini, il ruolo del turismo e l’importanza del biologico.


Per la prima volta sta prendendo forma un sostegno concreto e pianificato al Made in Italy agroalimentare? Speriamo.

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23/01/2018

ALIMENTI AMICI DELLA ZONA: IL MELOGRANO

La leggenda narra che il melograno fu un prodigio di Madre Natura da cui tutto ebbe origini e dove tutto andrà a finire…
Lo stesso padre della medicina, Ippocrate, ne elogiò i benefici dopo attente valutazioni che nel tempo sono state confermate dalla scienza. Chiamato così dal latino antico, il malum granatum (mela con semi) deve la sua fama alla straordinaria capacità di sopravvivere anche in habitat ostili e semidesertici.
Originario di un'area tra la Cina e l'India, nei millenni questo frutto si è adattato a tutti gli ambienti con estati calde e inverni miti come il Caucaso, le vaste aree nordamericane e il Mediterraneo.
Il melograno è un alimento antiossidante, con caratteristiche idratanti, ipotensive e vasodilatatrici.
È ricco di sali minerali importanti come manganese, potassio, zinco, rame, fosforo, oltre alle vitamine C, A, E, K e gruppo B, che ci aiutano a prevenire i malanni di stagione e rafforzare l’organismo.
Il succo di melograno può essere un ottimo post-workout perché proprio grazie agli antiossidanti contenuti nel succo degli arilli (gli acini del melograno) aiuta i muscoli a ripristinare la loro funzionalità facilitando la supercompensazione da esercizio fisico. 
Ma il vero fiore all’occhiello del melograno è la sua importante fonte di polifenoli (tra cui acido gallico e altri ellagitannini) particolarmente attivi contro i radicali liberi: il complemento ideale in una strategia alimentare Zona, bilanciata nei nutrienti e accompagnata da una quotidiana integrazione a base di antiossidanti, tra i quali ricordiamo in assoluto i polifenoli (delfinidine) contenuti nel Maqui.
Ecco perché in un programma Zona, correttamente integrato, non dovrebbe mancare mai , in una macedonia oppure come complemento di colore e sapore in un mix di verdure

Dott. Lucio Lorusso – Specialista in Scienza dell’Alimentazione e Consulente Zona
Dott.ssa Francesca Lorusso -  SCW

Per chi vuole approfondire:

J Nutr Sci. 2017 Aug 9;6:e39. doi: 10.1017/jns.2017.36. eCollection 2017.
Effect of pomegranate extract on blood pressure and anthropometry in adults: a double-blind placebo-controlled randomised clinical trial.
Stockton A, Farhat G, McDougall GJ, Al-Dujaili EAS.

Nutrients. 2017 Aug 30;9(9). pii: E958. doi: 10.3390/nu9090958.
Could Pomegranate Juice Help in the Control of Inflammatory Diseases?
Danesi F, Ferguson LR.

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04/01/2018

POST EAT_ I PIEDI, LA NOSTRA BILANCIA NATURALE

Anche se per molti è diventata suppellettile, supporto su cui appoggiare altro o un semplice severo e silenzioso compagno di bagno, la bilancia rimane lo strumento principe per il controllo del peso corporeo.  Il nostro miglior nemico ma anche un acuto grillo parlante.

I numeri sulla bilancia sono il modo più veloce per attivare la consapevolezza del valore di quei 2/3 numeri, ricordandoci che forse abbiamo esagerato con le trasgressioni, che stiamo trascurando la palestra o che semplicemente è davvero ora di mettersi a dieta. 

Il nostro cervello possiede già gli strumenti per capacitarsi del peso del corpo…solo che questi dati finiscono nell’inconscio.Ma i controllori del peso corporeo non si limitano al livello cerebrale. 

Secondo recenti studi svedesi pubblicati sulla rivista Pnas, oltre alla leptina (ormone rilasciato nel sangue proporzionalmente al grasso accumulato per ridurre l'appetito e aumentare il consumo energetico), anche le ossa contribuiscono a dare l’allarme e frenare l’appetito.

Per provare questa tesi, i ricercatori diretti dal fisiologo John-Olov Jansson della Sahlgrenska Akademin all'università di Goteborg, hanno zavorrato topi e ratti simulando un aumento formale di peso con capsule pari al 15% del peso corporeo oppure capsule vuote con funzione di controllo. I roditori zavorrati non avevano grasso in eccesso, quindi i livelli di allerta ormonale attraverso leptina restavano normali. Eppure i roditori con capsule pesanti mangiavano meno, fino a perdere il peso aggiunto dalla zavorra.. proprio come se loro corpo avesse una bilancia interna con cui regolarsi!

Secondo Jansson e colleghi, la bilancia si trova nelle ossa - soprattutto nei piedi - che reagiscono alla massa di cui sono gravati, rinforzandosi o indebolendosi di conseguenza.

Questo meccanismo consente di misurare il peso corporeo internamente e quasi automaticamente.

A ulteriore dimostrazione dei risultati, i ricercatori hanno provato a zavorrare topi geneticamente modificati per non evitare questa sensibilità nelle ossa, che infatti non hanno reagito al peso extra innescando un dimagrimento.

"Questo nuovo meccanismo di controllo del peso corporeo è il primo che si scopra a 23 anni da quello della leptina e potrebbe spiegare perché restando molto tempo seduti si aumenti il rischio di obesità e malattie correlate: sedere scarica le ossa dei piedi e restandoci a lungo si inganna il nostro cervello sul nostro reale peso, impedendo l'innesco dei meccanismi automatici di riduzione dell'appetito e di aumento del metabolismo che ci farebbero dimagrire" ricorda Jansson.


Non resta che trovare un modo farmacologico per attivare l'allarme della nostra bilancia corporea… o c’è chi già sostiene che basterebbe trascorrere più tempo in piedi, così che il controllo del peso sia sempre vigile.

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17/12/2017

LA GUIDA AL CONSUMO CONSAPEVOLE DI CIWF ITALIA

Con le nostre scelte d’acquisto possiamo migliorare la vita di migliaia di animali. 

In un’Italia in cui la maggior parte degli animali è allevata intensivamente e il 97% dei cittadini consuma prodotti di origine animale (vedi Rapporto Eurispes 2017)

le scelte dei consumatori possono fare la differenza, orientando il mercato e le aziende verso sistemi di allevamento alternativi, più rispettosi del benessere animale.
La Guida al consumo consapevole di CIWF Italia cerca di supplire alla mancanza di informazioni e indicazioni chiare sul tipo di allevamento da cui provengono i prodotti animali che acquistiamo, proponendosi come uno strumento utile per leggere in modo critico e capire etichette e diciture.
Si dice che i prodotti derivati da animali non allevati intensivamente siano più costosi. Questo è in genere vero, ma se, come consiglia CIWF Italia, si dimezza il consumo di prodotti di origine animale, si possono consumare prodotti derivanti da allevamenti più rispettosi degli animali e dell’ambiente, senza spendere più del budget abituale.
L’allevamento intensivo causa gravi sofferenze agli animali, ha un forte impatto sull’ambiente (riscaldamento globale, inquinamento, riduzione della biodiversità), sulle persone più disagiate (disuguaglianza alimentare, land grabbing, malnutrizione) e anche sulla nostra salute (obesità, malattie cardiovascolari, antibiotico resistenza). Per un mondo migliore per tutti - animali, persone e ambiente – è importante che ognuno faccia la propria parte, prendendo posizione e agendo di conseguenza, con rispetto, consapevolezza e responsabilità.

Per scaricare subito la Guida al Consumo consapevole basta iscriversi QUI alla newsletter di CIWF Italia

Buona lettura!

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