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11/12/2017

MANUALE SALVAFESTE - Guida di sopravvivenza per godersi le feste natalizie senza perdere la forma...e il piacere!

Come ogni anno, con l’arrivo delle feste sotto l’albero spuntano i classici dilemmi alimentari.
Lasciarsi andare alle trasgressioni in tavola o imporsi una disciplina intransigente?
Come in ogni aspetto della vita, anche qui la soluzione sta in una gestione equilibrata e capace di bilanciare eccessi e controllo, per evitare di compromettere la forma fisica…ma anche il piacere del periodo più goloso!
Cene e pranzi di lavoro, feste e aperitivi in compagnia, appuntamenti canonici come Vigilia, pranzo natalizio e Cenone di Capodanno… 
Ognuna di queste occasioni può essere affrontata al meglio grazie alle strategie del nostro ormai tradizionale MANUALE SALVAFESTE: una preziosa raccolta di consigli per affrontare il Natale in totale serenità, soprattutto in tavola!

Senza mai scordare che il maggior pericolo di questo periodo non sono i pasti festivi ma soprattutto i giorni di vacanza tra una festa e l’altra, quando anche senza particolari occasioni, siamo sottoposti alle continue tentazioni degli avanzi e dei facili sgarri, come il classico panettone a colazione…

Il vero segreto è alternare giorni di libertà a “giorni di compensazione”, per mantenere l’equilibrio alimentare senza compromettere l’umore.
Ricordiamo infatti che a lungo andare anche le rinunce possono rivelarsi pericolose e portare alle abbuffate compulsive, soprattutto quando in casa siamo circondati da tentazioni.

Ecco le nostre indicazioni pratiche per i pasti dei “giorni di compensazione”, in cui cercheremo di disintossicare il corpo da grassi e carboidrati sfavorevoli, per ostacolare l’accumulo di grassi. 


22 DICEMBRE


Pranzo: bresaola o speck magro + verdure alla griglia (no patate) 


Cena: brodo magro o vegetale con frittata o omelette a parte, preferibilmente preparata con soli bianchi d’uovo. Spinaci o cicoria o biete cotte al vapore.
 


23 DICEMBRE


Pranzo: vitello/pollo/ tacchino alla piastra oppure affettato magro di pollo o tacchino + pinzimonio di verdure crude miste a piacere

Cena: passato di verdura (senza patate e legumi) + ricotta magra o fiocchi di latte


24 DICEMBRE
Pranzo: pesce bianco cotto al vapore oppure al cartoccio + cavolo broccolo o cavolfiore o cavolini di Bruxelles lessati 



25 DICEMBRE  


Cena/pranzo: yogurt magro naturale o yogurt greco (senza grassi) con frutta fresca di stagione e 2-3 noci

26 DICEMBRE


Pranzo: gamberi o mazzancolle al vapore + verdure all’agro (carote, melanzane, zucchine cotte in acqua con sale e aceto, scolate e condite con pepe).


Cena: minestrone o passato di verdure miste (no patate e legumi) + primo sale oppure caprino light + finocchi crudi o al vapore

27 DICEMBRE

Pranzo: tonno al naturale + cicoria, bieta, catalogna o scarola lessate
Cena: zuppa di verdure miste (no patate e legumi) + arrosto magro affettato + insalata verde

28 DICEMBRE


Pranzo: uova sode o strapazzate con poco latte scremato o pomodoro + fagiolini verdi al vapore
Cena: vitello/pollo/ tacchino alla piastra + pinzimonio di verdure crude miste a piacere

29 DICEMBRE


Pranzo: pesce spada oppure palombo alla griglia + spinaci o cicoria o biete cotte al vapore


Cena: passato di verdure miste (no patate e no legumi) + parmigiano
 


30 DICEMBRE


Pranzo: prosciutto cotto magro oppure crudo tipo San Daniele o Parma ben sgrassato + verdure alla griglia (no patate)


Cena: brodo magro o vegetale + carpaccio o insalata di piovra + carciofi o cavolfiori al vapore
 


31 DICEMBRE


Pranzo: insalatona con verdure cotte e crude a piacere + sgombro al naturale o ben sgocciolato

Le indicazioni di pasto sono intercambiabili e possono essere sostituite a piacere tra i diversi giorni, tenendo conto anche delle personali tradizioni di festeggiamenti (es. per chi festeggia Natale di sera, è possibile sostituire le indicazioni di cena con il pranzo)



E I CONDIMENTI?
1 cucchiaino di olio extravergine d’oliva a pasto, limone o aceto, spezie o erbe aromatiche.
Limitare il sale


 
Oltre a queste indicazioni per i pasti, eccovi anche il DECALOGO SALVAFESTE


1) NON ELIMINARE LA COLAZIONE!: iniziare la giornata con il giusto equilibrio ormonale ed energetico è indispensabile per ottimizzare il metabolismo. Scegliete la frutta fresca (di stagione) con yogurt greco (0% di grassi) senza zucchero. Aggiungere 2-3 noci o 4-5 mandorle


2) SCEGLIERE PIATTI BILANCIATI: via libera alle proteine da carne bianca, pesce soprattutto azzurro (ricco di Omega 3), insalate di frutti di mare poco condite, albume d’uovo, tonno o sgombri al naturale o ben sgocciolati, ricotta, fiocchi di latte, salumi magri (bresaola, prosciutto crudo sgrassato, prosciutto cotto magro, arrosto di tacchino). Come grassi le fonti ideale sono l’olio evo, le olive e la frutta secca, senza esagerare. Tra i carboidrati, prediligere le verdure, meglio se di stagione (crude, cotte al vapore o grigliate). Evitare pasta, riso, pane e derivati, patate. Ricordiamoci che il vino è una fonte di carboidrati!


3) ATTENZIONE AI TEMPI: per raggiungere la sazietà evitando così il ricorso ai consumi di cibo senza controllo, è importante rispettare le tempistiche: non devono trascorrere più di 5 ore tra i pasti principali, eventualmente da gestire con spuntini bilanciati che assicurano un’autonomia di circa 2 ore


4) VIA LIBERA A SPEZIE ED ERBE AROMATICHE!: si tratta delle perfette alleate per regalare gusto a ogni piatto, senza alterarne l’equilibrio alimentare. Tra i classici basilico, prezzemolo, erba cipollina e le proposte più insolite come coriandolo, cerfoglio e aneto…non resta che liberare la fantasia!


5) RICORDARSI LO SPUNTINO: uno yogurt non zuccherato, un bicchiere di latte, un frutto accompagnato da un pezzetto di parmigiano o una barretta bilanciata. Nel caso in cui la cena sia consumata presto, è bene inserire uno spuntino serale da consumarsi un’ora prima di dormire per assicurare il bilanciamento ormonale anche nelle ore notturne. L’ideale è un bicchiere di latte, anche di soia.


6) BERE!BERE!BERE!: è importante assumere liquidi, anche sotto forma di infusi, tisane, caffè d’orzo, the verde. Evitare lo zucchero, eventualmente utilizzare dolcificante tipo liquido o Stevia naturale. Ricordiamoci che bere 2 bicchieroni di acqua da 500 ml a temperatura ambiente (22 gradi) nella giornata aumenta del 30% il tasso metabolico favorendo la termogenesi, cioè la capacità di produrre calore.


7) ANTIOSSIDANTI E ANTIRADICALI: nei giorni dei pasti più abbondanti aumentiamo la presenza di antiossidanti e antiradicali liberi: Vitamine A (zucca, carote, vegetali a foglia verde), C (agrumi e kiwi) ed  E, Selenio, Licopene (presente nel pomodoro), Resveratrolo (presente nella buccia dell’uva nera), Catechine (presenti nel the verde) ecc. 
L’assunzione può essere assicurata anche con l’utilizzo di integratori.


8) ATTIVITA’ FISICA: approfittiamo del tempo libero per fare qualche camminata, all’aperto. Bastano 20-30 minuti al giorno per tenere attivo il metabolismo.


9) LONTANO DAL PALATO, LONTANO DAL CUORE: nei giorni tra una festa e l’altra, limitiamo al massimo la presenza in casa dei cibi sfavorevoli, che possono rappresentare delle tentazioni. Il segreto è limitare le quantità cucinate o liberarsi degli avanzi distribuendoli ad amici e parenti, evitando così anche lo spreco di cibo.


10) UN PICCOLO AIUTINO per chi vuole “limitare i danni” è consigliabile l’utilizzo di un prodotto che rallenti l’assorbimento di grassi e zuccheri tipo LIBRAMED di Aboca (3 compresse oppure 1 busta granulare da assumere con un bicchiere grande di acqua appena prima dei pasti “fuori controllo”).


E adesso che siete sani&salvi…non resta che augurarvi BUONE FESTE!

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08/02/2018

POST EAT_ Arrivano i Distretti del Cibo!


Nascono i Distretti del Cibo, nuovo strumento previsto dalla Legge di Bilancio 2018, per garantire nuove risorse e opportunità ai percorsi integrati di crescita e rilancio delle filiere e dei territori.
Lo stesso Ministero delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali ha stabilito come definirli e quali elementi distintivi devono avere.
I Distretti del Cibo sono: distretti rurali e agroalimentari di qualità già riconosciuti o da riconoscere; distretti localizzati negli spazi urbani o vicini agli stessi contraddistinti da una significativa presenza di imprenditoria agricola che si pone l’obiettivo della riqualificazione ambientale e sociale delle zone individuate; distretti caratterizzati dall’integrazione fra attività rurali e attività di prossimità; distretti biologici. 
In ottica di uno sviluppo territoriale e non limitato alle sole filiere, i nuovi Distretti devono operare attraverso programmi di progettazione integrata, avvalendosi di Piani capaci di trasformare la filiera in una vera e propria rete, con collaborazioni e legami concreti tra le varie componenti del settore. 
Saranno le Regioni e le Province autonome a riconoscere i Distretti, comunicandoli al Ministero delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali presso cui è stato istituito il Registro nazionale.
A sostegno del progetto sono stati erogati 5 milioni di euro nel 2018 e 10 milioni di euro a partire dal 2019. 
Ecco le parole del viceministro delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali, Andrea Olivero 
Per consentire lo sviluppo dei nostri territori c’è ancora bisogno di compiere un salto di qualità. Con questo obiettivo abbiamo rilanciato e rafforzato l’esperienza dei Distretti, in quanto per tutelare le imprese agricole vanno costruiti rapporti più stretti nelle filiere e nei servizi capaci di guardare a tutto il territorio nel suo complesso. Mettendo insieme aziende, cittadini, associazioni e istituzioni per raggiungere obiettivi comuni.


Quella dei Distretti potrebbe diventare una nuova strada verso lo sviluppo locale e la tutela del paesaggio attraverso un approccio nuovo che interessa temi importanti quali il rapporto tra città e agricoltura, la collaborazione tra realtà agricole e di prossimità, i mercati contadini, il ruolo del turismo e l’importanza del biologico.


Per la prima volta sta prendendo forma un sostegno concreto e pianificato al Made in Italy agroalimentare? Speriamo.

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23/01/2018

ALIMENTI AMICI DELLA ZONA: IL MELOGRANO

La leggenda narra che il melograno fu un prodigio di Madre Natura da cui tutto ebbe origini e dove tutto andrà a finire…
Lo stesso padre della medicina, Ippocrate, ne elogiò i benefici dopo attente valutazioni che nel tempo sono state confermate dalla scienza. Chiamato così dal latino antico, il malum granatum (mela con semi) deve la sua fama alla straordinaria capacità di sopravvivere anche in habitat ostili e semidesertici.
Originario di un'area tra la Cina e l'India, nei millenni questo frutto si è adattato a tutti gli ambienti con estati calde e inverni miti come il Caucaso, le vaste aree nordamericane e il Mediterraneo.
Il melograno è un alimento antiossidante, con caratteristiche idratanti, ipotensive e vasodilatatrici.
È ricco di sali minerali importanti come manganese, potassio, zinco, rame, fosforo, oltre alle vitamine C, A, E, K e gruppo B, che ci aiutano a prevenire i malanni di stagione e rafforzare l’organismo.
Il succo di melograno può essere un ottimo post-workout perché proprio grazie agli antiossidanti contenuti nel succo degli arilli (gli acini del melograno) aiuta i muscoli a ripristinare la loro funzionalità facilitando la supercompensazione da esercizio fisico. 
Ma il vero fiore all’occhiello del melograno è la sua importante fonte di polifenoli (tra cui acido gallico e altri ellagitannini) particolarmente attivi contro i radicali liberi: il complemento ideale in una strategia alimentare Zona, bilanciata nei nutrienti e accompagnata da una quotidiana integrazione a base di antiossidanti, tra i quali ricordiamo in assoluto i polifenoli (delfinidine) contenuti nel Maqui.
Ecco perché in un programma Zona, correttamente integrato, non dovrebbe mancare mai , in una macedonia oppure come complemento di colore e sapore in un mix di verdure

Dott. Lucio Lorusso – Specialista in Scienza dell’Alimentazione e Consulente Zona
Dott.ssa Francesca Lorusso -  SCW

Per chi vuole approfondire:

J Nutr Sci. 2017 Aug 9;6:e39. doi: 10.1017/jns.2017.36. eCollection 2017.
Effect of pomegranate extract on blood pressure and anthropometry in adults: a double-blind placebo-controlled randomised clinical trial.
Stockton A, Farhat G, McDougall GJ, Al-Dujaili EAS.

Nutrients. 2017 Aug 30;9(9). pii: E958. doi: 10.3390/nu9090958.
Could Pomegranate Juice Help in the Control of Inflammatory Diseases?
Danesi F, Ferguson LR.

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04/01/2018

POST EAT_ I PIEDI, LA NOSTRA BILANCIA NATURALE

Anche se per molti è diventata suppellettile, supporto su cui appoggiare altro o un semplice severo e silenzioso compagno di bagno, la bilancia rimane lo strumento principe per il controllo del peso corporeo.  Il nostro miglior nemico ma anche un acuto grillo parlante.

I numeri sulla bilancia sono il modo più veloce per attivare la consapevolezza del valore di quei 2/3 numeri, ricordandoci che forse abbiamo esagerato con le trasgressioni, che stiamo trascurando la palestra o che semplicemente è davvero ora di mettersi a dieta. 

Il nostro cervello possiede già gli strumenti per capacitarsi del peso del corpo…solo che questi dati finiscono nell’inconscio.Ma i controllori del peso corporeo non si limitano al livello cerebrale. 

Secondo recenti studi svedesi pubblicati sulla rivista Pnas, oltre alla leptina (ormone rilasciato nel sangue proporzionalmente al grasso accumulato per ridurre l'appetito e aumentare il consumo energetico), anche le ossa contribuiscono a dare l’allarme e frenare l’appetito.

Per provare questa tesi, i ricercatori diretti dal fisiologo John-Olov Jansson della Sahlgrenska Akademin all'università di Goteborg, hanno zavorrato topi e ratti simulando un aumento formale di peso con capsule pari al 15% del peso corporeo oppure capsule vuote con funzione di controllo. I roditori zavorrati non avevano grasso in eccesso, quindi i livelli di allerta ormonale attraverso leptina restavano normali. Eppure i roditori con capsule pesanti mangiavano meno, fino a perdere il peso aggiunto dalla zavorra.. proprio come se loro corpo avesse una bilancia interna con cui regolarsi!

Secondo Jansson e colleghi, la bilancia si trova nelle ossa - soprattutto nei piedi - che reagiscono alla massa di cui sono gravati, rinforzandosi o indebolendosi di conseguenza.

Questo meccanismo consente di misurare il peso corporeo internamente e quasi automaticamente.

A ulteriore dimostrazione dei risultati, i ricercatori hanno provato a zavorrare topi geneticamente modificati per non evitare questa sensibilità nelle ossa, che infatti non hanno reagito al peso extra innescando un dimagrimento.

"Questo nuovo meccanismo di controllo del peso corporeo è il primo che si scopra a 23 anni da quello della leptina e potrebbe spiegare perché restando molto tempo seduti si aumenti il rischio di obesità e malattie correlate: sedere scarica le ossa dei piedi e restandoci a lungo si inganna il nostro cervello sul nostro reale peso, impedendo l'innesco dei meccanismi automatici di riduzione dell'appetito e di aumento del metabolismo che ci farebbero dimagrire" ricorda Jansson.


Non resta che trovare un modo farmacologico per attivare l'allarme della nostra bilancia corporea… o c’è chi già sostiene che basterebbe trascorrere più tempo in piedi, così che il controllo del peso sia sempre vigile.

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17/12/2017

LA GUIDA AL CONSUMO CONSAPEVOLE DI CIWF ITALIA

Con le nostre scelte d’acquisto possiamo migliorare la vita di migliaia di animali. 

In un’Italia in cui la maggior parte degli animali è allevata intensivamente e il 97% dei cittadini consuma prodotti di origine animale (vedi Rapporto Eurispes 2017)

le scelte dei consumatori possono fare la differenza, orientando il mercato e le aziende verso sistemi di allevamento alternativi, più rispettosi del benessere animale.
La Guida al consumo consapevole di CIWF Italia cerca di supplire alla mancanza di informazioni e indicazioni chiare sul tipo di allevamento da cui provengono i prodotti animali che acquistiamo, proponendosi come uno strumento utile per leggere in modo critico e capire etichette e diciture.
Si dice che i prodotti derivati da animali non allevati intensivamente siano più costosi. Questo è in genere vero, ma se, come consiglia CIWF Italia, si dimezza il consumo di prodotti di origine animale, si possono consumare prodotti derivanti da allevamenti più rispettosi degli animali e dell’ambiente, senza spendere più del budget abituale.
L’allevamento intensivo causa gravi sofferenze agli animali, ha un forte impatto sull’ambiente (riscaldamento globale, inquinamento, riduzione della biodiversità), sulle persone più disagiate (disuguaglianza alimentare, land grabbing, malnutrizione) e anche sulla nostra salute (obesità, malattie cardiovascolari, antibiotico resistenza). Per un mondo migliore per tutti - animali, persone e ambiente – è importante che ognuno faccia la propria parte, prendendo posizione e agendo di conseguenza, con rispetto, consapevolezza e responsabilità.

Per scaricare subito la Guida al Consumo consapevole basta iscriversi QUI alla newsletter di CIWF Italia

Buona lettura!

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